Qui a PRC vogliamo che tutti vincano!

Ed è ciò che amo di più del mio lavoro

-- By Martina De Luca (English translation at bottom)

Sono arrivata a Londra sei anni fa con una valigia piena di sogni e un’idea poco chiara riguardo al da farsi sulla mia carriera. In più ero pienamente consapevole del fatto che avrei dovuto imparare una nuova lingua, adattarmi ad un sistema diverso ed abbracciare un nuovo stile di vita. È stato un po’ come ricominciare tutto da zero!

Ho iniziato a lavorare in diversi ristoranti come cameriera, e dopo un paio di mesi ho trovato un lavoro in cui ho iniziato veramente a prendere in considerazione l’idea di crescere professionalmente: sono rimasta lí per 5 anni ed ho svolto ruoli diversi (Cameriera, Supervisor, General Manager e poi alla fine Brand Trainer), e intanto rafforzavo ed espandevo le mie conoscenze e le mie abilità. Mentre il tempo passava e la mia carriera cambiava, cambiavo anch’io.

Ad un certo punto Formazione e Reclutamento (rispettivamente “Training” e “Recruitment” in Inglese) sono passati dall’essere appena il 20% delle mie responsabilità all’essere una grande fetta della mia routine quotidiana. Alla fine sono diventati la mia passione.

Penso sia iniziato tutto quando ho realizzato che i miei ostacoli più grandi al lavoro fossero dovuti innanzitutto ad un sistema sbagliato di recruitment: ho notato che le conseguenze dell’assumere personale poco adatto sono come una malattia infettiva che contagia inevitabilmente tanti aspetti del posto di lavoro e degli individui al suo interno. Mi riferisco a fattori come bassi risultati post-training, poca lealtá, scarsa performance, frustrazione generale, mancanza di motivazione, e cosí via.

Mi sembra di capire che la maggior parte delle compagnie oggigiorno siano molto concentrate sul creare ed applicare sistemi e procedure per aumentare la percentuale di mantenimento (in senso di lealtá) del proprio staff, che sicuramente è un tema che richiede attenzione, ma il problema alla base in realtà riguarda qualcos altro: si tratta di assumere il personale giusto. E soltanto dopo si tratta di concentrarsi su tutto il resto. I risultati migliori si basano necessariamente sull’assumere gli individui adatti al ruolo ed alla compagnia di riferimento.

Ora non solo voglio fare la differenza nella mia carriera, ma voglio fare lo stesso con le carriere degli altri. Qui a PRC condividiamo tutti un’ideale di trasparenza ed integrità – che sono anche due dei nostri valori principali: vogliamo che i nostri clienti assumano il meglio per il loro business, e che i nostri candidati facciano il passo giusto verso la carriera che desiderano.

Non è il tipico ruolo di recruitment: qui si tratta veramente di fare la differenza e stabilire un rapporto con tutte le parti coinvolte. Non volevo un altro lavoro nel settore vendite. Non volevo essere una Recruiter mediocre. Non volevo trovare persone a caso e piazzarle in ruoli a caso solo per il bonus a fine mese. Volevo veramente essere felice e soddisfatta.

Qui a PRC vogliamo che tutti vincano: ed è ciò che amo di più del mio lavoro!

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I landed in London six years ago with a suitcase full of dreams and a fairly unclear idea about what to do with my career. On top of that, I was well aware that I had to learn a new language, adapt to a different system and embrace a new lifestyle: it was almost like starting all over from the scratch!

So, I started waitressing in different restaurants, until after a couple of months I found a job where I was genuinely happy to consider growth and further development: I stuck with it for 5 years and covered different roles (Front of House, Supervisor, General Manager and ultimately Brand Trainer), whilst I strengthened my skills and picked up some new ones too!

As time passed by and my career evolved, so did I. At some point Training and Recruitment switched from being 20% of my duties to being a big chunk of my daily routine. Eventually, they both turned into my passion. I think it all started when I realised my greatest struggles at work were due to poor recruitment practices and principals in the first place. I noticed the consequences of that unavoidably spreading like a contagious disease and affected other branches of the workplace and the individuals within it in the form of poor training outcomes, weak retention, low performance, overall frustration, lack of motivation, and so forth.

Most businesses nowadays are highly focused on creating and implementing systems and procedures to increase staff retention, which is a high concern and needs addressing, but the underlying issue is something else: it’s more about getting the right talent in. And only then about focusing on everything else. Ultimately the best retention and training outcomes are based upon solid recruitment.

Now, not only do I want to make a difference in my career, but I also want to make the difference in other people’s careers. Here at PRC we have a shared vision on transparency and integrity – two of our core values – and what we want is our clients to hire the best talent for their business, and our candidates to make the best move for their career.

This isn’t a typical recruitment role: it’s really about making the difference and establishing a relationship with all those involved. I didn’t want to jump into another sales job. I didn’t want to be an average recruiter. I didn’t want to find random people and place them into random jobs just to get myself a fee at the end of the quarter. I genuinely wanted to be happy and feel satisfied.

At PRC we want everybody to win: that’s what I love most about my job!